MOBILITA’ ELETTRICA IN CONDOMINIO

Grazie alla collaborazione con il nostro partner JOINON GEWISS continua il nostro viaggio nella mobilità sostenibile con un argomento molto interessante riguardante il ruolo degli impianti domestici per la ricarica dei veicoli elettrici.

Se è vero che anche le infrastrutture di ricarica pubbliche sono ormai diffuse – in Italia abbiamo oltre 12.000 punti di ricarica – e facilmente accessibili grazie a App come evway, la ricarica domestica gioca un ruolo chiave nella transizione verso l’elettrico.
In questo senso la funzione dell’amministratore di condominio è fondamentale. Perché?

 

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in collaborazione con JOINON GEWISS  www.joinon.com

 

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La sempre maggior diffusione dei veicoli elettrici, si sa, pone diverse sfide a livello infrastrutturale.

Senza una capillare diffusione della rete di ricarica, infatti, è poco probabile che la mobilità elettrica possa abbattere una volta per tutte la principale barriera culturale che ne impedisce una maggior diffusione: la range anxiety.

Anche in Italia, seppur al momento meno che in altri Paesi, le colonnine di ricarica, così come le wallbox in ambito privato, sono sempre più numerose. Del resto, per la maggior parte dei proprietari di veicoli elettrici la casa è il punto di ricarica principale: ad oggi la ricarica domestica è di oltre il 90% dei casi. Un ruolo decisamente importante in questo senso lo stanno giocando quindi i condomìni. Basti pensare che nel Belpaese sono ben quaranta milioni le persone che vivono in questi contesti: due terzi della popolazione! Un ruolo fondamentale lo giocano dunque coloro che li gestiscono, ossia gli amministratori condominiali.

Oggi la figura dell’amministratore è molto più complessa di un tempo, per cui la sua preparazione deve comprendere vari settori, incluso appunto quello della mobilità elettrica. Ma come si stanno muovendo le migliaia di amministratori condominiali sparsi sul territorio nazionale? L’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari (ANACI), ad esempio, è la più grande associazione a livello nazionale, con ben 8.000 amministratori ad essa associati che seguono in tutta Italia dai 50 ai 100 condomini ciascuno. Già da alcuni anni questa importante realtà associativa ha contribuito con Motus-E alla realizzazione di quattro convegni e di alcuni “Vademecum per le ricariche private e condominiali”, liberamente scaricabili.

COLONNINE NEI CONDOMINI: OBBLIGHI E GLI INCENTIVI

Nella versione più aggiornata di questo documento, fra le altre cose, si trattano gli obblighi e gli incentivi per installare i punti di ricarica nel condominio. Il tutto, facendo ovviamente distinzione tra i punti di ricarica privati e quelli a uso condominiale: i primi sono infatti un bene disponibile del singolo proprietario, i secondi un bene comune utilizzabile da tutti i condòmini e disciplinato dai rispettivi regolamenti.
Prima di tutto è utile ricordare che le infrastrutture, anche private, destinate alla ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica costituiscono opere di urbanizzazione primaria realizzabili in tutto il territorio comunale”, viene scritto nel Vademecum: “Per quanto riguarda i documenti necessari all’installazione di un punto di ricarica, la legge stabilisce che la realizzazione di punti di ricarica in immobili e aree private anche aperte a uso pubblico, resta attività libera non soggetta ad autorizzazione né a segnalazione certificata di inizio di attività”, sempre che venga rispettata tutta una serie di requisiti e condizioni.

«La sensibilità verso il tema della mobilità elettrica sta aumentando per diversi motivi sostanziali, a partire dalla possibilità per un condominio di accedere all’ecobonus 110% che dà la possibilità di beneficiare di agevolazioni, nel momento in cui i lavori per installare colonnine siano fatti insieme ad interventi di efficientamento energetico illustrati nell’articolo 128 del decreto legge» spiega l’ingegner Francesco Burrelli, dal 2014 presidente nazionale di ANACI. «Penso però che si debba parlare un po’ meno di bonus e un po’ più di aspetti concreti, dando informazioni ai cittadini sull’effettivo utilizzo delle auto elettriche, il cui aumento delle vendite sta crescendo in modo vertiginoso anche in Italia».
Secondo Burrelli, serve una maggiore ed una migliore informazione, anche per l’amministratore condominiale medio, per capire a fondo le opportunità offerte dalla mobilità elettrica e da mezzi che, a differenza di quelli con motore a combustione interna, non inquinano l’aria delle nostre città e non hanno bisogno della consueta manutenzione dei veicoli tradizionali.

RICARICA ELETTRICA: BONUS E INCENTIVI

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto una detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute, inclusi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino a un massimo di 7 kW, per chi installa, dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, infrastrutture di ricarica elettriche, anche nei condomìni. In aggiunta al bonus del 50%, per il 2020 e il 2021 c’è anche il cosiddetto “Decreto Rilancio”, che prevede una detrazione fiscale del 110% sui costi di acquisto e installazione di sistemi di ricarica in ambito condominiale, nonché sui costi legati all’aumento di potenza impegnata del contatore dell’energia elettrica, fino a un massimo di 7 kW.
È un problema di conoscenza e di organizzazione, insomma, anche per quanto riguarda le opportunità offerte dall’Ecobonus 110%: «Se all’interno di un condominio si trovano un certo numero di auto e un certo numero di colonnine, e queste danno la possibilità di ricaricare e di pagare, ad esempio con una paycard, solo nel momento in cui si utilizza la colonnina, quest’ultima è un bene comune che rientra nel bonus 110%» aggiunge Burrelli.
«Se invece parliamo di ricariche all’interno di box privati, è facile gestirle per il singolo, ma se parliamo di un condominio con 180 famiglie, 180 box e 180 colonnine, la questione diventa molto più complicata. Qual è ad esempio la potenza necessaria? 2.5 KW? Fino a 10 kW? Per 180 box, quanta energia servirebbe? A quel punto sarebbe necessario rivedere la linea e la costruzione. La questione è invece differente e di molto più facile gestione, se ci sono 5 o 6 colonnine a cui tutti gli ospiti dei condomini possono accedere e ricaricare i propri mezzi. Sempre che gli spazi a disposizione siano sufficienti e che si sia a conoscenza dei diritti vigenti all’interno di un condominio».

GESTIONE DELLE COLONNINE NEI CONDOMINI DI NUOVA COSTRUZIONE

E per gli edifici di nuova costruzione? “Nei Comuni che abbiano adeguato il regolamento edilizio secondo le ultime prescrizioni normative del 2020, per gli edifici di nuova costruzione a uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 mq oppure a uso residenziale con almeno 10 unità abitative, la predisposizione all’allaccio per l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli diviene condizione obbligatoria per l’ottenimento del titolo abilitativo edilizio” scrivono ANACI e Motus-E nel loro Vademecum. Ma attenzione, perché “tali infrastrutture di ricarica devono essere idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto e – per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative – per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali”.

Il concetto è che «mentre in un condominio vecchio si devono fare delle ristrutturazioni, in uno nuovo oggi si possono progettare dei servizi di domotica e di intelligenza artificiale che ci permettono di semplificare la nostra vita in modi che, fino ad alcuni anni fa, neppure si potevano immaginare» conclude Burrelli. «Dipende dall’uso che vogliamo fare della tecnologia e dei migliori servizi da essa offerti che sicuramente sono molto maggiori di quelli che possiamo immaginare».

Andrea Bertaglio
www.joinon.com